IL PIN A ROMA GIOVEDì 15 DICEMBRE ORE 17.30 A TEOREMA VIA SAN CARLO DA SEZZE 2A - zona appia antica IV miglio

IL PIN A ROMA 



ARTISTASOGNATORE: LA DIGNITA’ 

DELL’UOMO E’ NELLE TUE MANI, 

CUSTODISCILA! COME E’ TRISTE 

L’UMANITA’ QUANDO TU NON CI SEI, 

COME SORRIDE CON TE PRESENTE!   

(Schiller)


PENSATE AL TRISTE MONDO, 

L’AMOR PER IL SAPERE

 APPARE ORMAI SECONDO

 AL MORBO DELL’AVERE!


IL BELLO INGENTILISCE IL CUORE, 

IL SAPERE RIGENERA LO SPIRITO,

 IL CORAGGIO SMUOVE LE MONTAGNE!


IL PIN - PARTITO ITALIA NUOVA -

 E’ CORAGGIO, ESTETICA E PENSIERO!


Coraggio: ci vuole cuore per scrollarsi l’apatia e l’indifferenza. Entriamo in politica perché siamo tutti perseguitati politici. Se io non faccio politica, la politica si farà i suoi interessi sui nostri destini.

Estetica: l’amore per il Bello previene i mali sociali: crimini, depressioni, conflitti e depravazioni.

Pensiero: solo un nuovo paradigma può produrre quella rivoluzione interiore in grado di sollevare le sorti di un destino che non è affatto segnato. Se cambia il dentro, cambia il fuori.

IL SAPERE UNISCE, L’IGNORANZA DIVIDE.

 FACCIAMO TUTTI PARTE DELL’UNIVERSO (verso l’Uno). IL PIN NON  E’ UN 

PARTITO IL PIN E’ PARTITO  PER UNA NUOVA ERA, in cui al NOI burocratico e

 irresponsabile si sostituisca l’IO responsabile e risvegliato


GIOVEDI’ 15 DICEMBRE ORE 17,30 ASSEMBLEA PUBBLICA C/O ASS. CULT. TEOREMA VIA SAN CARLO DA SEZZE 2  ROMA

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Interviene Armando Siri (promotore del PIN), con intermezzi musicali : Aurelio Marco Raco al piano - Athena Raco al violino (musiche di Mozart e Beethoven)


Per informazioni: 348 6761996 - 333 9177936 - 06 79787295














VERITA' SULL'AMORE di Paramansa Yogananda


Ho cercato l'amore in molte vite. Ho versato lacrime amare di separazione e di pentimento per capire che cosa sia l'amore. Ho sacrificato ogni cosa, gli attaccamenti e le illusioni, per imparare, alla fine, che amo soltanto l'Amore, soltanto Dio. Allora ho bevuto l'amore da tutti i cuori  sinceri. E ho visto che egli è l'unico cosmico amante, l'unica fragranza che permea nel giardino della vita tutti i variopinti fiori dell'amore.
Molte anime, ansiose e impotenti, si domandano perché mai l'amore voli da un cuore all'altro: le anime risvegliate sanno che il cuore non è incostante quando ama persone diverse, perché è l'amore per l'unico Dio-Amore, che è presente in tutti i cuori.
Il Signore ti sussurra sempre silenziosamente:
Io sono l'Amore. Ma, per fare l'esperienza del dono dell'amore, ho diviso me stesso in tre: l'amore, colui che ama e colui che è amato. Il mio amore è bello, puro, eternamente felice e io lo assaporo in molti modi e in molte forme.
Come padre, bevo riverente amore dalla sorgente del cuore di mio figlio. Come madre, bevo il nettare dell'amore incondizionato dalla coppa dell'anima del bambino. Come bambino, assorbo l'amore protettivo della giusta razionalità paterna. Come neonato, bevo l'amore senza limiti dal sacro Graal della magia materna. Come padrone bevo l'amore comprensivo dalla coppa della sollecitudine del servo. Come servo, sorseggio rispettoso amore dalla coppa dell'apprezzamento del padrone. Come Guru, gusto l'amore purissimo dal calice dell'assoluta devozione del discepolo. Come amico bevo dalle fontane spumeggianti dell'amore spontaneo. Come amico divino, bevo a grandi sorsi le acque cristalline dell'amore cosmico, dalla riserva dei cuori che adorano Dio.
Amo l'amore soltanto, ma mi lascio illudere quando, come padre o come madre, curo e amo solo il mio bambino; quando, come amante, mi prendo cura solo dell'amato, quando, come servo, vivo solo per il padrone. Ma poiché amo soltanto l'amore, spezzo infine l'illusione della miriade dei miei sé umani. Per questa ragione conduco il padre nelle regioni astrali, quando dimentica che è il mio amore, e non il suo, a proteggere il figlio. E strappo il bambino dalle braccia della mamma, perché lei possa capire che è il mio amore che adorava in lui. E rapisco l'amata all'innamorato che crede di amare lei, invece del mio amore che risponde in lei.
Così il mio amore gioca a nascondino in ogni cuore umano, affinché tutti possano imparare a scoprire e adorare non i temporanei involucri umani del mio amore, ma il mio amore stesso, che danza da un cuore all'altro.
Gli esseri umani si tormentano l'un l'altro dicendo: "Ama solo me", e così io raffreddo le loro labbra e le sigillo per sempre, affinché non pronuncino più questa menzogna. Poiché sono tutti miei figli, voglio che imparino a pronunciare la verità: "Ama l'unico Amore in tutti". E' una falsità dire a un altro: "Ti amo", finché non si comprende la verità: "Dio, quale amore, in me, ama il suo amore in te".
La luna ride dei milioni di innamorati che, inconsapevolmente, hanno mentito ai loro amati dicendo: "Ti amerò per sempre". Le loro ossa sono sparpagliate sulle sabbie dell'eternità spazzate dal vento. Essi non possono più usare il loro respiro per dire: "Ti amo". Non possono né ricordare né mantenere la promessa di amarsi per sempre.
Senza dire una parola, io ti ho sempre amato. Io solo posso veramente dire: "Ti amo", perché ti amavo prima che tu nascessi il mio amore ti dà la vita e ti sostiene anche in questo momento; io solo potrò amarti quando i cancelli della morte ti imprigioneranno là dove nessuno, neanche il tuo più grande amore umano, potrà raggiungerti.mozioni umane e dagli attaccamenti. Figli miei, cercate di capire che desiderate veramente soltanto il mio amore.
Coloro che mi amano solo come persona, o che mi amano imperfettamente in una sola persona, non sanno che cosa sia l'amore. Sanno che cosa è l'amore solo coloro che mi amano saggiamente, perfettamente, completamente, con totale abbandono, coloro che mi amano perfettamente e ugualmente in tutti e che mi amano perfettamente e ugualmente come tutti.
Io sono l'amore che fa danzare le marionette umane sui fili delle emozioni e degli istinti, per recitare il dramma dell'amore sul palcoscenico della vita. Il mio amore è meraviglioso e infinitamente dolce, quando amate soltanto l'amore; ma la fune di salvataggio della vostra pace e della vostra gioia si spezzerà, se vi lascerete irretire dalle emozioni umane e dagli attaccamenti. Figli miei, cercate di capire che desiderate veramente soltanto il mio amore.
(tratto dal "Divino Romanzo" di Paramasa Yogananda)

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli ste
ssi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco

e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
                                                                                         Martha Medeiros

VENTOTENE: UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

Sono passati molti mesi dall'ultimo post. Era il 20 aprile 2010 quando una tragedia ci ha colpito tutti. Un costone di roccia a Ventotene si è staccato, travolgendo e uccidendo due ragazzine Francesca e Sara di 13 anni, ferendo gravemente un'altra coetanea Athena e in modo più lieve un ragazzo Riccardo.

Non è stata una fatalità, come vogliono far credere gli amministratori di Ventotene, i quali non a caso sono ora indagati per il fatto. E' stata un ennesimo esempio dell'incuria gestionale che caratterizza molte pubbliche amministrazioni, preoccupate solo di far quadrare i bilanci e di far gonfiare le tasche dei privati funzionari e consulenti.

Infatti sarebbe bastato anche solo un cartello da due soldi che avvertisse del pericolo e Francesca e Sara sarebbero ancora qui con noi, mentre Athena avrebbe evitato tre mesi di ospedale, operazioni chirurgiche, sofferenze e un trauma che  porterà con sè tutta la vita.

Tanta solidarietà alle famiglie di Francesca e Sara, che da mesi soffrono il più doloroso dei lutti, quello della perdita di un figlio.

Tanta forza alla giovane Athena.

Tanto affetto a tutti i compagni di scuola che hanno assistito e vissuto la tragedia di Ventotene.

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SAN PAOLO CONOSCEVA LA LEGGE D'ATTRAZIONE

"Siate sempre lieti, pregate incessantemente, rendete eternamente grazie. Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste." (Paolo - Lettera ai Tessalonicesi)

Pare proprio di si. San Paolo nella sua esortazione ai Tessalonicesi, espone proprio le regole della LOA ovvero della Legge d'Attrazione: 1) se vogliamo la felicità cominciamo a sentirci felici! Non attendiamo un'ipotetico futuro migliore. Cominciamo da ora ad elencare e ad apprezzare tutte le cose belle della nostra esistenza e siamone lieti. 2) Ricordiamoci di ringraziare sempre per tutto quello che di buono c'è nella nostra esistenza. L'atto del ringraziare produce sottili, ma potentissime vibrazioni nell'Universo, che ritornano a noi sotto forma di soluzioni inaspettate e gioie impreviste. 3) Non lasciamo che ansia, stress e preoccupazioni abbiano il sopravvento e rovinino le nostre giornate. Ogni problema, ogni difficoltà possono essere superati con la pratica della meditazione. Non è un caso che San Paolo non esorti a pregare (spesso erroneamente inteso come supplicare) Dio, ma dica più esattamente di esporre a Dio le nostre richieste. Prima di cominciare a meditare rivolgiamoci al nostro Sè superiore e a Dio per ottenere la risposta che cerchiamo; una meditazione ben compiuta, ovvero un ascolto ben fatto, ci porta sempre la via d'uscita migliore, la scelta da compiere, la strada da intraprendere.

NON FU GANDHI A IDEARE LA PRATICA DELLA NON VIOLENZA

No non è stato Gandhi.
Quando sentiamo parlare di "non violenza" ci viene subito in mente il Mahtma, il quale nel suo grande amore per tutto ciò che vive, ha incarnato alla perfezione l'ideale della non violenza, da lui definito come ahmsà. 
Non tutti sanno però che il primo a teorizzare e praticare l'ideale della non violenza è stato Tolstoj, il grande romanziere russo, del quale sono note al grande pubblico opere memorabili come "Guerra e Pace", "Anna Karenina", "Resurrezione" e molte altre. 
Il fatto strano è che il libro che rappresenta la summa del pensiero filosofico e profetico del grande romanziere russo, risulta praticamente sconosciuto ai più e di fatto totalmente assente nelle case editrici più rinomate. 
Io ne sono venuta a conoscenza proprio leggendo "Antiche come le montagne" di Gandhi, dove egli stesso afferma: "quarant'anni fa, mentre attraversavo una grande crisi di scetticismo e di dubbio, incappai nel libro di Tolstoj, IL REGNO DI DIO E' DENTRO DI VOI, e ne fui profondamente colpito. A quel tempo credevo nella violenza. La lettura del libro mi guarì dallo scetticismo e fece di me un fermo credente nell'ahmsà".
Vi raccomando la lettura di quest'opera che appare straordinaria per la sorprendente attualità e le lucide profezie, poi avveratesi, che vi si leggono. 
Tolstoj procede ad un'analisi spietata della nostra società e propone una via di salvezza per tutti, non solo per i santi, basata sul radicale mutamento del nostro modo di essere, di pensare e di agire.

AMORE ENERGIA DELL'ESSENZA

Bene bene. Si fa presto a parlare di Amore! Eh Si. Tutti sanno qualcosa dell'Amore, tutti ne hanno provato le gioie e molti purtroppo ne avvertono la mancanza.
I Greci nella loro lingua antica disponevano di ben tre termini per definirlo: Eros (l'amore di coppia) Philos (l'amore dell'amicizia, della fratellanza) Agape (l'amore puro, spirituale).
Noi oggi spesso commettiamo l'errore di sostantivare fenomeni che in realtà sono processi.  L'Amore non è una cosa, non si può infilare in una tasca, o chiudere in una scatola. Dunque non si può nemmeno dire se c'è o non c'è qualcosa che in realtà è un fare, un essere, un'agire.
Dobbiamo essere l'Amore! Non è un caso che quando siamo innamorati, siamo anche entusiasti. Entusiasmo è un'altra parola derivata dal greco: En Theos: In Dio.
Una persona innamorata è una persona  entusiasta e  vive nell'appagamento divino.